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COCA COLA
Non ho mai pensato che i due simboli della globalizzazione alimentare, McDonald's e Coca Cola, meritassero la demonizzazione. Si può entrare ogni tanto (ma non tutti i giorni) laddove regnano hamburger e patatine fritte senza compromettere le proprie abitudini alimentari, specie se non si ordina un "burger" colossale o quando si ha il buonsenso di sostituire le patatine con un contorno di verdure, come in Italia è possibile da alcuni anni.

Ma oggi non vorrei parlare del consumo occasionale, quindi senza danni per un soggetto sano, di una carne notevolmente grassa o di fritture non encomiabili. C'è, invece, una questione in apparenza meno importante che merita di essere conosciuta: l'eccessivo consumo di bevande a base di cola e di glucosio, di cui nei locali "americaneggianti" si fa larghissimo uso. Al riguardo, voglio segnalare che a conclusione di un esauriente studio scientifico alcuni ricercatori australiani dell'Università di Melbourne hanno richiesto alle competenti Autorità Sanitarie di proibire la vendita delle bibite contenenti caffeina ai minori di 18 anni, dopo aver dimostrato che la caffeina accresce la dipendenza da tali bevande e quindi contribuisce ad aggravare l'obesità infantile. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista internazionale Appetite e Russel Keast, uno degli autori, afferma che i risultati sono "assolutamente conclusivi". Cioè, queste bevande che già contengono forti quantità di zucchero o peggio ancora di glucosio (secondo le tabelle di composizione degli alimenti le bevande tipo cola ne contengono il 10,5%) hanno anche il problema della caffeina che, pur non modificando il sapore della bevanda determina, specie nei bambini e sempre a detta degli studiosi australiani, una vera e propria dipendenza. Secondo Keast la caffeina induce un'attrazione verso queste bibite e come dovrebbe essere a tutti noto le bibite dolcificate contribuiscono, forse ancor più delle merendine o di altri spuntini, a innalzare la quota calorica giornaliera. Una lattina di cola (di qualunque marca) contiene circa 330 grammi di bibita, per un corrispettivo di quasi 130 calorie formate esclusivamente da carboidrati semplici, cioè con grande impatto sulla secrezione insulinica e sui rispettivi contraccolpi di effetto tesaurizzante (un'aumentata produzione di insulina ha tra i suoi effetti anche quello anabolizzante ed è dimostrato che nelle prime fasi dell'insorgenza dell'obesità esiste un'eccessiva produzione insulinica correlata con l'insulino-resistenza delle cellule). Tutti sanno che il caffè è ricco di caffeina e penso che nessuna mamma concederebbe volentieri un "espresso" o peggio ancora un caffè di tipo casalingo (rispettivamente da 50-60 mg di caffeina a 80-100 mg) ad un ragazzino di 8-12 anni. Le tabelle di composizione degli alimenti ci dicono però che una lattina di bevanda tipo cola fornisce circa 40 mg di caffeina. A questo punto mi sembra giusto lodare l'iniziativa di quei presidi che hanno vietato la vendita di bevande dolcificate e a base di cola nelle loro scuole. Ma sarebbe opportuno che questi provvedimenti, peraltro già in atto in alcuni Stati europei ed americani, fossero adottati anche dalla Ue.


 
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