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NUOVO FARMACO PER DIMAGRIRE
Il Rimonabant, noto anche col nome commerciale Acomplia®, è un ritrovato sintetico che funge da agonista inverso, del recettore CB1 dei cannabinoidi. Tale proprietà gli conferisce diverse qualità che trovano impiego, in particolare nella cura dell'obesità, nella lotta alla dipendenza dal fumo e nel trattamento di disordini metabolici.

La sua immissione in mercato, come farmaco anti-obesità, già approvata per i paesi dell'Unione Europea (in Gran Bretagna e in Germania è già commercializzato), è in dirittura d'arrivo anche negli Stati Uniti d'America dove sarà battezzato col nome commerciale Zimulti®.
In Italia arriverà solamente entro giugno 2007.
Un team di Ricercatori dell’U.S. National Heart, Lung and Blood Institute ( NHLBI ) ha manifestato prudenza nella valutazione del nuovo farmaco antiobesità Rimonabant ( Acomplia ). Sanofi-Aventis, la società farmaceutica che sta sviluppando Rimonabant, sta collaborando con l’Agenzia per il Controllo dei Farmaci degli Stati Uniti, l’FDA ( Food and Drug Administration ), per definire la sicurezza del farmaco prima che venga introdotto in commercio. Lo studio RIO-North America ha riportato una maggiore incidenza ( 2.7% ) di disturbi psichiatrici tra i pazienti che hanno ricevuto 20mg di Rimonabant rispetto ai pazienti che sono stati trattati con placebo. Secondo Denise Simons-Morton, direttore del Clinical Application and Prevention Program del NHLBI, gli effetti psichiatrici del Rimonabant necessitano di un approfondimento, primo perché Rimonabant è un farmaco innovativo, capostipite di una nuova classe di farmaci, gli antagonisti del recettore CB1, secondo perché agisce sul sistema dei cannabinoidi, un sistema in cui le conoscenze sono limitate.
Si sarebbe riscontrato in base ad una serie di tes clinici che la perdita di peso è significativa ed una importante diminuzione del girovita dopo un trattamento con dosi da 20 mg al dì. Il farmaco produrrebbe una perdita di peso, perchè inibisce l'appetito ed inoltre induce una diminuzione dei livelli plasmatici di Acrp30 (un'adipocitochina espressa e secreta esclusivamente dagli adipociti) ed anche una riduzione di iperinsulinemia.
In trattamenti di 4 giorni stimola l'espressione di mRNA di Acrp30 nel tessuto adiposo. A tale fenomeno si aggiunge anche una diminuzione della proliferazione degli adipociti ed un incremento dell'espressione di adiponectina e di enzimi coinvolti nell'ossidazione degli acidi grassi. In pazienti dislipidemici in sovrappeso, i livelli di trigliceridi diminuiscono significativamente, mentre aumentano quelli di colesterolo-HDL. Pare che il trattamento con 20mg di Rimonabant per un anno ha prodotto un aumento significativo della concentrazione plasmatica di adiponectina, indipendentemente dall'entità della riduzione di peso. Secondo recentissimi studi sembrerebbe inoltre inibire la proliferazione delle cellule tumorali mammarie. Studi clinici hanno portato alla luce alcuni effetti collaterali, sebbene di non elevata entità, quali nausea, vertigini, ed altre lievi manifestazioni avverse, che hanno però indotto la F.D.A. (Food and Drug Administration) statunitense a farne approfondire gli studi prima dell'immissione sul suo mercato.
Visone controversa invece quella che deriva da altre fonti che invece sostengono che la perdita di peso prodotta dal trattamento con Rimonabant è modesta, per cui il profilo di sicurezza del farmaco assume una importanza ancora maggiore. Inoltre l’assunzione di Rimonabant deve essere prolungata nel tempo. All’interruzione del trattamento, infatti, i pazienti riguadagnano parte del peso perduto. Dallo studio RIO-North America è emerso che solo i pazienti che hanno continuato ad assumere Rimonabant anche nel secondo anno hanno mantenuto la perdita di peso raggiunta nel primo anno.
Sicuramente informazioni più approfondite in merito e più precise non tarderanno ad arrivare.


 
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