Il
governo britannico promuove una campagna di sensibilizzazione
sull’obesità infantile e inizia dai genitori.
LONDRA - Per evitare che il proprio figlio divenga obeso
occorre innanzitutto saperlo vedere criticamente e in
secondo luogo avere tempo e voglia di dedicargli cure
e attenzioni, di sopportare i conflitti derivanti dai
divieti e di scegliere uno stile di vita differente.
Come al solito la famiglia ha le sue responsabilità: dietro
a un bimbo obeso, oltre a pessime abitudini alimentari,
ci sono spesso una mamma e un papà che non lo vedono tale
e sorvolano il problema beandosi delle guance opulente
della loro creatura. Circa l’80 per cento tra loro individua
senza sforzo le cause principali dell’obesità, ma la maggior
parte non si rende conto di avere un figlio obeso. Da
questa verità parte il governo britannico, che lancia
una campagna contro l’obesità infantile dandosi come obiettivo
una drastica riduzione entro il 2010.
LO STUDIO – Tutto ha origine da uno studio del Medical
Research Council, che individua nell’atteggiamento genitoriale
la prima causa del problema: padri e madri spesso sono
ciechi di fronte alla taglia dei loro bambini. Si tratta
di un atteggiamento di difesa tipico da parte dei parenti,
che preferiscono non mettere a fuoco il problema piuttosto
che ammettere di averne uno. Inoltre, a proposito di figli,
continua a esistere la convinzione che, nei primi mesi
di vita, «grasso è bello» e avere un bimbo iper nutrito
che mangia con goduria è un’indubbia soddisfazione per
un genitore. Questo forse contribuisce a ritardare nel
tempo la consapevolezza quando il sano amore per il cibo
si trasforma in qualcosa di meno sano.
PROBLEMA DI TEMPO – L’altro elemento su cui riflette l’analisi
del Medical Research Council è la scomodità dei «no» e
la situazione di conflitto che può portare il fatto di
virare verso pasti sani e genuini. Gli esperti fotografano
le abitudini alimentari della nostra civiltà e individuano
anche nei ritmi veloci della vita moderna una delle cause
da indagare. Un tempo si impiegavano circa 2 ore nella
preparazione di un pasto, laddove oggi il tempo medio
di elaborazione è di venti minuti. Chiaramente organizzare
un pasto di sane verdure è più costoso in termini di tempo
e di energie di un tipico snack.
CARENZA DI AUTORITA' - Dietro alla piaga dell’obesità
ci sono genitori che non vogliono vedere e c’è anche un
problema di autorità, poiché i «no» sono più faticosi
da dire e rischiano di minare la tranquillità famigliare
nelle ore dei pasti. Il governo britannico affronterà
molte questioni nel suo «Healthy Living Programme», fornendo
in primis un solido supporto psicologico a mamme e papà
volenterosi. Ma ancora una volta emerge quella che è la
vera risorsa della nostra epoca, il tempo, e tutti i problemi
che la scarsa disponibilità di questo prezioso e scarso
bene si trascina dietro.