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La
Chirurgia Bariatrica o chirurgia dell'obesità nasce nel 1950
con Kremen e Linner, i quali , nel 1954 eseguirono il primo
by pass digiuno - ileale. Da allora fino ai giorni nostri le
tecniche chirurgiche si sono modificate e perfezionate raggiungendo
ottimi risultati clinici ed estetici .
COME FUNZIONA LA CHIRURGIA BARIATRICA
?
I metodi di cui si avvale la moderna chirurgia
bariatrica sono essenzialmente due:
* Riduzione della quantità degli alimenti ingeribili con le
"tecniche restrittive"
* Riduzione dell'assorbimento intestinale con le "tecniche malassorbitive"
Le tecniche restrittive agiscono riducendo la capacitanza dello
stomaco in modo da limitare la quantità di cibo ingeribile.
Le tecniche malassorbitive impediscono l'assorbimento delle
sostanze bypassando tratti prestabiliti di intestino deputati
a tale funzione .
Nell’obesità si ricorre a trattamento chirurgico quando c’è
un fallimento degli schemi dietetici, comportamentali e di esercizio
fisico. I pazienti che si rivolgono alla chirurgia per il trattamento
dell’obesità (chirurgia bariatrica) devono essere motivati nel
farlo.
I candidati ideali sono i pazienti con BMI (Body Mass Index)
superiore a 40. Il BMI (Body Mass Index) è il rapporto tra il
peso e l’altezza al quadrato.
Altri possibili candidati sono i pazienti con un BMI (Body Mass
Index) tra 35 e 40 e che presentano comorbidità correlata all’obesità
(diabete mellito II, sindrome delle apnee notturne, pseudotumor
cerebri); e suscettibile di miglioramento o guarigione per la
perdita di peso; oppure in quei soggetti in cui l’obesità arrechi
problemi fisici che interferiscono con una normale qualità della
vita.
Si ricorre alla chirurgia quando il peso del soggetto si è stabilizzato
e sono falliti tutti gli interventi medici, alimentari e comportamentali.
Quando si parla di BMI in chirurgia bariatrica, la cosa da tenere
maggiormante presente è che il BMI minimo per essere sottoposti
a chirurgia bariatrica non è tanto quello valutato al momento
della visita, ma bensì il BMI (Body Mass Index) massimo raggiunto
dal paziente nella sua storia clinica. L’età consigliata per
sottoporsi ad interventi di chirurgia per il trattamento dell’obesità
(chirurgia bariatrica) va nel range dai 18 ai 60 anni. I pazienti
minorenni vanno attentamente valutati. Il paziente che si sottopone
a questi interventi viene ovviamente sedato in anestesia generale.
Importante quasi come l’intervento è il follow-up, cioè il paziente
deve eseguire controlli clinici e nutrizionali post-operatori
periodici. Il consiglio chiave a tutti coloro che si vogliano
sottoporre ad interventi chirurgici per ridurre l’obesità è
quello di rivolgersi a centri molto specializzati dove ci siano
chirurghi che abbiano molta esperienza in questo tipo di interventi.
Il consiglio da dare a tutti i pazienti che hanno subito un
trattamento chirurgico volto a trattare l’obesità è quello di
eliminare il consumo dell’alcol e di non fumare.
Con l’uso della chirurgia si possono avere risultati duraturi
nel tempo, sia perché può essere indotto malassorbimento, oppure
c’è una restrizione del volume gastrico, e quindi del quantitativo
di cibo che può essere assunto.
Gli interventi chirurgici per il trattamento dell’obesità possono
essere effettuati in due metodi:
* Laparotomia (tecnica chirurgica tradizionale)
* Laparoscopia La laparotomia prevede l’incisione della parete
addominale, e quest’incisione può essere di due tipologie:
* Verticale (sulla linea che va dall’ombelico allo sterno)
* Orizzontale (nella parte sinistra dell’addome al di sotto
dell’arcata costale).
La tecnica laparoscopica consiste invece nell’ incisione di
5 o 6 piccoli fori nell’addome e l’insufflazione della cavità
addominale con anidride carbonica. In questi fori vengono fatti
entrare appositi strumenti ed una videocamera che guiderà il
chirurgo nell’intervento.
Comunque nel corso dell’intervento laparoscopico, il chirurgo
può convertire l’intervento da laparoscopico in laparotomico
se lo ritiene opportuno.
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