La dieta Atkins, che divenne presto popolare, fu messa
a punto negli anni Settanta dal cardiologo americano di
New York Robert C. Atkins (deceduto nel 2003 a 73 anni
con un peso di 116 kg per 183 cm di altezza).
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La Dieta Atkins consiste nell'eliminazione quasi totale
di carboidrati e zuccheri, a favore del consumo illimitato
di proteine e grassi. Il principio di base è che l'organismo
consuma prima di tutto le riserve di zuccheri (poiché
non ne dispone), ed esaurite queste brucia i grassi.
Alla base della dieta Atkins c'è un percorso in quattro
fasi, associato ad un apporto supplementare di vitamine
e sali minerali e esercizio fisico regolare. Fasi durante
le quali si aumenta o diminuisce l'apporto di carboidrati
per ottenere il risultato voluto, dalla perdita di peso
alla fase di mantenimento. Fasi in cui i carboidrati sono
quindi dapprima eliminati quasi totalmente e poi introdotti
gradualmente nelle fasi successive, per lo più sotto forma
di verdure.
Divieto assoluto quindi per pane, pasta, riso, pizza,
cereali, legumi, frutta, latticini, dolci e bibite per
dare spazio a carne, pesce, uova, formaggi, yogurt, panna,
burro.
Il corpo necessita di zuccheri e, quando questi non vengono
forniti dall'alimentazione, il corpo attinge il glucosio
dagli aminoacidi della massa magra, cioè dai muscoli.
Questa dieta quindi non fa perdere massa grassa, ma bensì
quella magra.
Inoltre, una restrizione alimentare così drastica, comporta
un immediato e consistente aumento di peso al momento
del ritorno alla alimentazione "normale".
Numerosi sono i problemi che questa dieta comporta, tra
i quali stitichezza, alitosi, crampi, stanchezza fisica
e psichica, aumento del colesterolo, carenza di vitamine,
di sali minerali e fibre.
Tuttavia è da tenere presente che l'organismo brucia
sia i carboidrati che i grassi per produrre energia. I
carboidrati sono il primo "combustibile" ad essere metabolizzato.
Tuttavia, se l'immissione di carboidrati è ridotta, l'organismo
utilizza i grassi accumulati come primaria fonte di energia
e questo porta ad una riduzione del peso corporeo e della
massa grassa. Per ciascun individuo c'è una soglia di
assunzione di carboidrati sotto la quale l'organismo brucia
i grassi e si verifica una diminuzione di peso, chiamata
"livello critico di carboidrati per la perdita". Se l'assunzione
di carboidrati eccede questa soglia, predomina l'utilizzo
di questi quale fonte di energia, causando un accumulo
di grasso e un aumento di peso. Ogni individuo ha un "Livello
Critico di Carboidrati per il Mantenimento del peso".
Con l'approccio controllato e personalizzato nell'assunzione
di carboidrati si limita la produzione di insulina e il
rischio di malattie croniche ed è su questo principio
che si basa la Dieta Atkins.
Alcuni dietologi però sono scettici. I risultati, infatti,
non sembrano essere durevoli e i problemi che essa comporta
sono notevoli. Questa dieta sembra non funzionare.
Vari studi infatti hanno dimostrato che la perdita di
peso ottenibile con la dieta Atkins, o con altre diete
ad alto contenuto calorico, in realtà non è maggiore di
quella ottenibile con altri tipi di diete, basate sul
ridotto apporto calorico. Diete ad alto contenuto proteico
e con minimo contenuto di carboidrati possono indurre
chetosi, un disturbo metabolico in cui, a causa dell'abbassamento
dei livelli di glucosio nel sangue, si formano delle sostanze
chetoniche in eccesso che possono contribuire ad una varietà
di disturbi: perdita di calcio, con un aumentato rischio
di osteoporosi, aumento del rischio di calcoli renali.
I menù tipici della dieta Atkins hanno inoltre la caratteristica
di contenere una certa quantità di grassi saturi, un basso
contenuto di fibre e un ridotto apporto di vitamine. Per
questo viene raccomandato un apporto supplementare di
questi nutrienti. Altrimenti si potrebbe verificare un
rischio maggiore per alcune patologie: cancro colorettale,
disturbi cardiaci, disfunzioni renali, osteoporosi.
Se seguita in modo rigoroso, con controllo medico e con
tutte le integrazioni esterne di vitamine, fibre e sali
minerali e associata a regolare attività fisica, come
prescritto, porta senz'altro ad una diminuzione abbastanza
rapida di peso senza conseguenze per la salute.
Meglio però seguire una dieta varia, che apporti tutti
i nutrienti necessari in accordo alla "cultura nutrizionale"
del contesto cui si vive, cercando di controllare il peso
limitando l'apporto calorico.
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