Iodocaseina + Tiamina
L' Antiadiposo ha il compito di "eccitare" il metabolismo
correggendo la tendenza all'adiposità che si osserva non di
rado nell'età infantile e nell'adolescenza. Utile in quelle
forme di obesità riconducibili a deviazioni metaboliche, permette
di ottenere un dimagrimento, perchè stimola i fenomeni catabolici.
Nelle sperimentazioni cliniche non ha provocato disturbi ne
soggettivi ne obbiettivi. I controlli della funzione renale,
di quella cardiaca e del metabolismo basale ne dimostrano
la tollerabilità. L'antiadiposo è controindicato nei casi
di
ipertiroidismo, disfunzioni ormonali e metaboliche collegate
all'attività iperattività tiroidea;
gravi lesioni renali;
tubercolosi polmonare;
forme emorragiche polmonari in genere;
cardiopatie e coronaropatie;
insufficienza epatica conclamata.
L'assunzione di Antiadiposo deve avvenire prima o durante
il pasto del mattino e di mezzogiorno. L'elevata attività
biologica dell'antiadiposo comporta che il paziente si attenga
ai dosaggi stabiliti dal medico. Per tutta la durata del trattamento
è opportuno controllare le condizioni cardiocircolatorie.
Il trattamento inizia con una compressa al giorno, per verificare
la tollerabilità al farmaco. Si passa poi all'assunzione di
due compresse al giorno, una prima dei due pasti principali.
Con l'antiadiposo si prevede un calo ponderale di 1 kg al
mese, soltanto se non si raggiunge questa diminuzione di peso
si può raddoppiare la dose a 4 compresse al giorno, due prima
dei 2 pasti principali.
La cura può essere protratta per 3 mesi con breve interruzione
di 4/5 giorni dopo ogni mese. Eventualmente trascorsi 2 mesi
dall'interruzione della cura si potrà intraprendere un altro
ciclo qualora il peso tenda a riaumentare. Le stesse dosi
vanno applicate anche alla cura delle adiposità negli adolescenti,
con le stesse precauzioni.
Gli adulti anziani potranno fare la cura solo a patto di una
particolare sorveglianza della tollerabilità sottoponendosi
ai controlli elettrocardiografici e del metabolismo basale.
L'antiadiposo può alterare il risultato dei test di funzionalità
tiroidea ed interferire con l'uptake del tracciante in corso
di scintigrafia tiroidea.
Nei soggetti ipersimpaticotonici possono riscontrarsi tachicardia,
aritmie, agitazione, nervosismo, disturbi del sonno, tremori;
i sintomi scopaiono sospendendo la cura o diminuendo le dosi.