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La frutta che fa diventare obesi

Inserire la frutta nella propria dieta rende l’alimentazione più sana ed equilibrata, da il giusto senso di sazietà e fornisce all’organismo numerosi elementi di cui ha bisogno ogni giorno.

La frutta è molto ricca di acqua, vitamine, antiossidanti, sali minerali e soprattutto fibre, meglio se consumata con la buccia e viene sempre più apprezzata dagli italiani. Attenzione però perchè alcuni tipi contengono anche molto fruttosio e il fegato trasforma quello in eccesso in grasso e una volta rientrato nel flusso sanguigno si deposita formando quegli antiestetici cuscinetti di grasso.

Dire in assoluto che la frutta contribuisce a favorire l’ obesità è in parte vero, molto infatti dipende dal suo contenuto calorico, dal tipo di nutrienti di cui è composta , ma soprattutto è la quantità che si consuma ad essere un fattore determinante, in molti casi è consigliabile ridurre il quantitativo per non rinunciare ai molteplici effetti benefici che ha sull’organismo.
Se il paniere Istat di frutte e verdure è aumentato nel 2017 dobbiamo comunque rallegrarci. Quello che occorre è soprattutto un po’ di sana educazione alimentare e questa non può che partire dalla scuola. Si tratta di un percorso obbligatorio per discernere la frutta buona da quella che tende a far ingrassare e aumentare la consapevolezza nelle nuove generazioni.

Inoltre è bene sottolineare che la frutta consumata da sola non fa ingrassare, al contrario contribuisce all’accumulo di chili di troppo se ad esempio un super calorico pasto si conclude con una varietà ricca di calorie e di zuccheri.

Al fine di godere di tutte le sue proprietà, senza incorrere nel rischio obesità, bisogna scegliere bene il tipo di frutta da consumare, optando per quella a basso apporto calorico e povera zuccheri, escludendo generalmente un po’ tutta la frutta esotica.

Tra quella da evitare al primo posto troviamo il gustoso e rinfrescante cocco, per circa 100 grammi d polpa si contano almeno354 calorie, al contrario l’acqua di cocco che naturalmente si trova all’interno del frutto, contiene pochissime calorie ed ha un alto potere dissetante e rinfrescante.

Segue l’avocado che pur apportando grassi sani all’organismo e svolgere un’azione utile per eliminare il grasso accumulato e nocivo, contiene una grande quantità di grassi, anche se meno calorie del cocco.

In questo caso però parliamo di grassi vegetali monoinsaturi ovvero di quella specie che fa bene all’organismo se assunta nella giusta dose, rinunciarne completamente vorrebbe dire far a meno anche delle vitamine e dei sali minerali di cui è ricco.

I datteri che sempre più spesso entrano nella nostra alimentazione per il loro gusto delicato e zuccherino, contengono un gran numero di calorie, circa 253 per ogni 100 grammi, non solo anche una grande percentuale di zuccheri, inoltre la procedura dell’essiccazione per conservarli meglio, fa si che la loro concentrazione aumenti notevolmente.

Troviamo poi le banane anch’esse ipercaloriche e ricche di zuccheri, solo un consumo moderato potrebbe evitare di rinunciare alle sue numerose proprietà ed al giusto apporto energetico garantiti dalla presenza di: vitamine, fibre e sali minerali indispensabili per il buon funzionamento dell’apparato cardiocircolatorio.

Per ultimo troviamo le ciliegie, l’uva, il mango, la papaia, le prugne, le pere, i fichi, tutti frutti dal succo piuttosto calorico e ricco di zuccheri, anche la frutta secca, che fa così bene all’organismo, se consumata dopo un abbondante pasto può contribuire all’accumulo di calorie.

Alimentazione dei fruttariani

La dieta fruttariana è un regime alimentare estremamente restrittivo che si ispira molto al mondo vegano, ma con una notevole differenza, ovvero include unicamente il consumo di frutta fresca di stagione, matura e preferibilmente biologica e frutta secca, escludendo naturalmente i prodotti ed i derivati di origine animale, le piante nonché anche i semi.

Il buono di questa dieta è che si può mangiare ogni qualvolta se ne ha voglia o quando si sentono i morsi della fame, le calorie sono sempre poche, inoltre non è necessario bere il litro e mezzo di acqua giornaliera, come consigliano molti medici, perché la frutta contiene già una gran quantità di acqua.

I frutti consigliati da assumere durante la giornata son sostanzialmente di 7 diverse tipologie, si va da quelli acidi, come gli agrumi, a quelli poco acidi, come le mele, quelli dolci quali le banane, per finire con tutta l’ampia varietà di frutta secca: noci, mandorle, pistacchi, datteri, prugne, pomodori e melanzane che sono anch’essi dei frutti, i più rispettosi disdegnano anche le radici quali possono essere le carote.

Questi alimenti possono essere assunti sotto diverse forme, a pezzi, come purea, sotto forma di frullati o centrifugati o sottoposti a disidratazione per essere gustati come un spuntino, in questo modo vengono conservate tutte le proprietà nutritive di cui sono composti.

A parte la frutta più comune ricca di vitamine e sali minerali, il fruttariano può ricavare le proteine ed i grassi necessari al fabbisogno dell’organismo dalla frutta secca, come noci, noccioline, semi di sesamo o di girasole.

Un’ottima riserva di amidi sono le banane verdi o le castagne, che oltre a far bene hanno un alto potere saziante

Questa dieta ha sicuramente dei punti di forza, infatti è ottima per chi vuol perdere qualche chilo e nello stesso tempo disintossicare l’organismo, da un costante senso di sazietà, grazie alla presenza di fibre.

Favorisce l’introduzione di generose quantità di antiossidanti, che mantengono giovane la pelle e sono necessari per combattere i radicali liberi che causano l’invecchiamento cellulare.

Naturalmente trattandosi di un regime alimentare molto limitato, è consigliabile iniziarlo in maniera progressiva e non seguirlo per molto tempo, per non correre il rischio di carenze nutritive. Anche se vivere da fruttariani non è facile, di sicuro non è impossibile, a sentire il parere delle migliaia di fruttariani che si trovano in Italia. Per farlo senza avere scompensi, bisognerà farsi seguire e controllare maniacalmente l’apporto vitaminico quotidiano.

Prima di tutto a quello della vitamina B12, che non si trova in nessuna frutta, non ci sono sufficienti percentuali di proteine, sali minerali e vitamine liposolubili, inoltre un eccessivo consumo di frutta potrebbe far lievitare i livelli degli zuccheri nel sangue, e sempre consigliabile diventare fruttariani sotto lo stretto controllo medico.

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