Diete:
Ricette ipocaloriche e non:
Idee per la cucina
Cucina etnica




FILOSOFIA ALIMENTARE
 

Non faremo commenti riguardo alla filosofia alimentare del Dr. Lemme che ha suscitato molte critiche dal mondo scientifico ma anche molti consensi da pazienti che a lui si sono rivolti. Ci limitiamo a riportare alcune informazioni tratte dal suo sito ufficiale:

"FILOSOFIA significa “Ricerca di un sapere capace di promuovere un effettivo vantaggio all’uomo”. In funzione di questo nobile concetto ho indirizzato i miei studi e le mie ricerche". Dr. Lemme Alberico Farmacista—Ricercatore.
E’ un metodo in continua evoluzione, fondato sulle leggi biochimiche, con dieci anni di ricerche e sperimentazione dal 1990 al 2000. E’ un metodo unico che utilizza cibi reperibili al supermercato!!! “Colui che è in perpetua lotta con il cibo non è complessivamente pronto per la battaglia della vita” (Meredith,1859) I problemi di peso, costatati nelle varie forme sono divenuti compagni dell’umanità, dalla comparsa della “cattiva cucina”, da una non appropriata conoscenza culinaria e da un inesistente conoscenza dell’effetto biochimico del cibo nel nostro organismo. “Filosofia Alimentare“ vuole, attraverso una sana e corretta alimentazione, creare un giusto rapporto con il cibo, per perseguire e mantenere nel tempo un perfetto equilibrio psicoenergetico. Desidero subito affermare, che è un metodo educativo alimentare, con l’esclusivo uso di cibi che si acquistano al supermercato. Non è la classica dieta, è un percorso di vita, è andare contro corrente, è rivoluzionario ed anticonformista, è un metodo quindi per persone dotate di un’ apertura mentale, senza preconcetti, pronte ad affrontare un’avventura rivoluzionaria nel campo alimentare.

E’ prassi comune alimentarsi affidandosi alle proprie convinzioni e abitudini alimentari, al proprio gusto, all’appetito, alla golosità, al tempo a disposizione da dedicare ai pasti, e non da ultimo alla disponibilità economica. Oggi il mondo dietologico è attento al valore calorico dei cibi, le famose “CALORIE”, concetto da me superato. Ritengo pertanto debbano essere considerati i seguenti parametri :

1. INDICE GLICEMICO (IG) degli alimenti e la conseguente interazione con l’insulina.
2. IMPATTO BIOCHIMICO che ha il cibo all’interno dell'organismo con l’interazione del sistema ormonale.
3. POOL ENZIMATICO INDIVIDUALE (variabile nel tempo).

Più precisamente alle diverse vie metaboliche che il cibo percorre, in base all’interconnessione con i rispettivi meccanismi metabolici individuali, quali il sistema endocrino, il livello enzimatico, l’ora di assunzione dei cibi, ed in funzione della capacità di assorbimento a livello intestinale. Non va sottovalutato il rapporto psicologico che s'instaura con il cibo, esso infatti ha un importante ruolo nei rapporti sociali ed in quelli interpersonali. Il nostro corpo è un sistema complesso, dove tutti gli organi e i loro elementi interagiscono tra loro in funzione l’uno dell’altro. Qualsiasi alimento o farmaco noi assumiamo provoca una o più reazioni biochimiche semplici o complesse, secondo la composizione chimica del composto stesso; seguendo una logica consequenziale complessa, e con "abile maestria" si vanno a determinare le diverse vie metaboliche, con un risultato finale di accumulo o di espulsione, dei metaboliti prodotti. Per chiarire meglio i concetti di complessità e di interconnessione del sistema, espongo un esempio pratico: alcuni cibi ingeriti alle ore 8,00 del mattino fanno dimagrire, gli stessi ingeriti alle ore 20,00 fanno ingrassare, questo avviene perché uno stesso cibo, può seguire diverse vie metaboliche, in base: al suo indice glicemico, alle sue componenti chimiche, e all'ora in cui è assunto, con risultati METABOLICI diversi, addirittura opposti. (Ricordo che l’indice glicemico indica la velocità di assorbimento del glucosio, contenuto nei cibi, in funzione del tempo).
Il tutto avviene anche perché c’è un'interconnessione tra il cibo e i livelli ormonali che sono secreti seguendo i ritmi CIRCADIANI. I ritmi circadiani ormonali sono regolati da un orologio biologico definito geneticamente ed anche dai ritmi di vita, essi scandiscono i tempi della secrezione ormonale nell’arco delle 24 ore. L’organismo utilizza l’alba e il crepuscolo, in altre parole l’alternanza luce-buio, per calibrare i propri ritmi ormonali, tramite un sottile fascio nervoso che collega la retina con l’ipotalamo. I nuclei ipotalamici ricevono informazioni, oltre che dai livelli di luminosità ambientale, anche dallo stato d'attività o di riposo dell’organismo attraverso altre vie nervose; in questo modo la produzione ormonale ipofisaria e quella delle ghiandole endocrine periferiche sottostanno a raffinati programmi regolati ritmicamente. Per cui l’alba e il crepuscolo fungono da sincronizzatori: mettendo in armonia l’ambiente in cui si vive con il proprio orologio biologico. Tutto questo non deve sorprendere più di tanto, in quanto l’attività ritmica è proprietà fondamentale della materia vivente, anzi è la sua forma di sopravvivenza. Tornando a bomba, al mattino è più attivo il sistema catecolaminergico, con picchi di produzione di catecolamine tra cui la noradrenalina, la sera è più attivo il sistema serotoninergico, con picchi di produzione di serotonina. Questi due sistemi insieme con altri, vanno a determinare le diverse vie metaboliche dello stesso alimento; ecco perché si possono verificare diverse risposte biologiche del cibo in base all'ora di assunzione. La scelta del cibo da ingerire, va fatta in base alle reazioni biochimiche che esso scatena all’interno del nostro organismo, e non in base alle CALORIE, poiché quest'ultima, altro non è che l’unità di misura dell’energia termica che il cibo sviluppa, nella combustione a cielo aperto. Ritengo doveroso ricordare che il nostro organismo non equivale ad una centrale termica, sistema dove le CALORIE sono di primaria importanza, ma è un complesso laboratorio biochimico, dove l’energia prodotta, non serve solo a sviluppare calore, ma è essenziale per l’accrescimento dei vari tessuti ed organi, per preservare l’equilibrio metabolico, per produrre energia meccanica (vedi contrazione muscolare), per generare energia elettrica, (vedi potenziale d’azione nel tessuto nervoso) ed anche energia termica. Pertanto ritengo sia un errore prendere in considerazione unicamente l’energia termica, attraverso un semplice calcolo delle calorie. Infatti nel mondo biologico, devono essere considerati anche altri parametri e meccanismi, tipici della materia vivente. Utilizzare le calorie per calcolare la quantità di cibo da ingerire giornalmente è frutto di una logica consequenziale semplice.
Faccio presente che secondo i miei studi il pensiero logico va così suddiviso:

1) logica consequenziale semplice
2) logica consequenziale complessa
3) logica complessa

Quindi dato che l’organismo è un sistema complesso dobbiamo utilizzare una logica consequenziale complessa, con l’uso e la conoscenza delle leggi biologiche, fisiologiche e chimiche, con tutta la loro interazione e complessità. Ribadisco a chiare lettere, che il nostro organismo è un sistema complesso, quindi l’alimentazione, va affrontata e discussa seguendo ed usando una logica consequenziale complessa. Bisogna aprirsi mentalmente alle nuove scoperte, senza timore, ma con una giusta curiosità scientifica, e razionalità. Quanto esposto, ben lungi dall’esaurire l’argomento, vuol essere la base per un approfondimento scientifico del ruolo che il cibo ha nella vita di ognuno di noi. Il nostro organismo è un complesso laboratorio biochimico che: trasforma, accumula, elimina, tutto quello che noi ingeriamo o respiriamo. Quindi un'adeguata conoscenza dei principali meccanismi metabolici, ci aiuterà sicuramente ad eseguire una giusta e corretta alimentazione, e rappresenterà un utile mezzo di prevenzione e cura per molteplici patologie.
Quindi se siamo d’accordo che le “calorie” in dietologia non devono essere calcolate, quali sono i nuovi concetti a cui attenersi?
* L’indice glicemico (IG) dei cibi
* La composizione chimica degli alimenti
* L’ora in cui sono ingeriti
* Le associazioni alimentari
* Il pool enzimatico d'ognuno di noi

I cinque punti sopra elencati concorrono a determinare le vie metaboliche che il cibo percorre, con le dovute conseguenze d'accumulo, d'accrescimento, o espulsione.

In sintesi va considerata l’AZIONE BIOLOGICA del cibo, e non il potere calorico del cibo.
Dr. Lemme Filosofia Alimentare - DESIO (MI) - Via Garibaldi, 11 - Tel 0362.304161 - Fax 0362.624022 -
E-Mail: dr.lemme@filosofialimentare.it

Sito ufficiale:
http://www.filosofialimentare.it/

 
Problematiche:
Chirurgia plastica:
Curiosità
dal mondo

Appuntamenti
L'angolo della grafica: