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Si dovrebbe sospettare la presenza della NES quando sono presenti i seguenti cinque segni primari: 1. mancanza di appetito la mattina (talora fino a tardo pomeriggio); 2. alimentazione in eccesso la sera; 3. difficoltà ad addormentarsi e necessità di mangiare prima di addormentarsi; 4. risvegli notturni accompagnati dalla necessità di mangiare per riuscire a riaddormentarsi; 5. presenza di depressione o stress. Gli spuntini serali/notturni ricchi di carboidrati suggeriscono che l’alimentazione notturna è finalizzata a ristorare il sonno disturbato di questi soggetti. Alcuni associano al cibo anche l’assunzione di alcolici, questo comportamento è stato chiamato da alcuni autori “Night Eating/Drinking Syndrome” (NEDS). La diagnosi differenziale va posta con il Binge Eating Disorder (BED) (Disturbo da Alimentazione Incontrollata) e il Nocturnal Sleep-Related Eating Disorder (NS-RED) (Disturbo Notturno del Sonno associato al Disturbo dell’Alimentazione). La NES differisce dal BED per tre motivi principali: 1. presenta una maggiore frequenza di risvegli notturni; 2. la quantità di cibo ingerita durante i risvegli notturni è più piccolo rispetto alle tipiche abbuffate (circa 270 Kcal ad ogni risveglio nella NES, circa 1300 Kcal ad ogni abbuffata nel BED); 3. c’è una minore preoccupazione per il peso e le forme corporei. I due disturbi condividono alti livelli di comorbilità con i disturbi dell’ASSE I del DSM IV, in particolare la depressione. La NES si differenzia dal NS-RED. Le persone affette da NES sono coscienti durante gli episodi di alimentazione notturna e si svegliano durante le fasi 1-2 non-REM del sonno. In genere scelgono il cibo da mangiare, sebbene abbiano occasionalmente degli episodi in cui non ricordano quello che hanno mangiato. Nelle persone affette da NS-RED non è presente la tipica anoressia mattutina evidenziabile nei NES. Hanno episodi di alimentazione notturna durante uno stato di incoscienza totale o parziale durante le fasi 3-4 del sonno. Soffrono di sonnambulismo. Spesso si risvegliano la mattina non ricordando quello che hanno mangiato e con confezioni vuote del cibo, briciole o avanzi di cibo nel letto o con del cibo nelle mani o tra i capelli. A volte si tagliano o si bruciano durante la preparazione del cibo o sbattono contro le pareti o i mobili. Non sono presenti l’umore depresso e l’alimentazione serale in eccesso. La maggior parte delle persone con NES si sente in colpa per quello che ha mangiato la sera e la notte precedente. I sensi di colpa spesso si associano a sentimenti di ansia, rabbia, vergogna per la scarsa capacità di autocontrollo e ad un profondo senso di inefficacia. Alcuni processi cognitivi sembrano poter giocare un ruolo determinante nel mantenimento del sintomo. I soggetti con NES possono dividersi in quattro gruppi a seconda del loro stile cognitivo: 1. mangiatori notturni “compulsivi”: esempi di pensieri disfunzionali: “La torta che ho mangiato un’ora fa era buona, ne devo mangiare assolutamente un’altra fetta, ne ho bisogno”, “So che se non mangerò non riuscirò mai a dormire”, “Oggi ho avuto una giornata molto pesante, devo premiarmi con il cibo”; 2. mangiatori notturni “ansiosi/agitati”: esempi di pensieri disfunzionali: “Sono troppo ansioso, non riesco a dormire, devo mangiare qualcosa per calmarmi”, “Ho troppi pensieri nella mia mente, è meglio che mangi per dormire meglio”; 3. mangiatori notturni “dipendenti”: esempi di pensieri disfunzionali: “Ho voglia di dolci, non posso farne a meno”, “Non dovrei mangiare i dolci, ma è più forte di me”, “Il cibo di notte per me è come una droga, non ne posso fare a meno”; 4. mangiatori notturni “tutto o nulla”: esempi di pensieri disfunzionali: “Sono molto stanco, se non mangio non dormo, se mangio dormo”. Anche alcuni pensieri disfunzionali che seguono l’alimentazione notturna possono contribuire al mantenimento della sindrome, ad esempio: “Sono un debole non ho resistito”, “È tutta colpa mia non ho forza di volontà, non valgo proprio niente”. In questo caso l’attribuzione della perdita di controllo sull’alimentazione ad una mancanza di volontà o di valore può generare bassa autostima e depressione che a loro volta possono favorire l’alimentazione in eccesso generando ulteriori pensieri disfunzionali, ad esempio: “Io non valgo nulla, non ho capacità di controllo, quindi non ho la capacità di evitare di mangiare di notte”. Se determina un aumento di peso, le complicanze organiche conseguenti alla NES risultano sovrapponibili a quelle del sovrappeso e dell’obesità. Una complicanza specifica è il reflusso gastresofageo, probabilmente per l’assunzione rapida di cibo di notte ed il ritorno immediato a letto a dormire. In questi ultimi anni sono stati effettuati numerosi progressi nella comprensione di questo particolare disturbo. Si è chiarito meglio il ruolo del cortisolo e dello stress nel mantenimento del sintomo e si è ipotizzata la presenza di una componente genetica oltre che ambientale. Si iniziano ad avere più dati sulla sua distribuzione ed una migliore comprensione del quadro clinico e dei processi cognitivi che contribuiscono a mantenerla. La risposta positiva alla sertralina suggerisce il ruolo critico giocato dalla funzione serotoninergica e apre la speranza per un possibile trattamento farmacologico efficace. La ricerca dovrà focalizzarsi sui processi che regolano la relazione genetica-ambiente e valutare se le anomalie ormonali osservate siano una causa o una conseguenza del disturbo. Per quanto riguarda l’approccio terapeutico, buoni risultati si hanno con le tecniche cognitivo-comportamentali. |
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