Addio
alle care vecchie calorie? Sembrerebbe proprio di sì. Dopo infinite
proroghe, infatti, entro il 2009 spariranno alcune unità di
misura, dal quintale al cavallo a vapore, dal miglio al nodo
marino, dal grado Fahrenheit al carato fino all'oncia, la yarda
e, appunto, le kcalorie, oggi comunemente utilizzate per misurare
il "peso" di un alimento sul nostro bilancio energetico (misurato
anche quello in kcalorie giornaliere). Le calorie verranno soppiantate
dal joule, unità di misura fisica che può essere utilizzata
in modo più generale, e non soltanto per gli alimenti. Ad essere
sinceri, già adesso sulle etichette nutrizionali compaiono i
valori del prodotto in entrambi i modi, kcalorie e kjoule. Ma
è inutile negare che i consumatori, e non solo loro, il valore
in joule neppure lo guardano, abituati come sono a ragionare
in calorie. "Non sarà facile neppure per noi", premette Andrea
Ghiselli, specialista in Medicina Interna e Primo Ricercatore
dell'Istituto Nazionale di ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione
(INRAN), "perché la kcaloria è ormai a tutti gli effetti l'unità
di misura del dispendio energetico. E non sarà facile tentare
conversioni rapide, visto che una kcaloria è 4,184 joule. Insomma,
c'è il rischio concreto che chi è abituato da sempre a fare
i conti in un modo, proceda un po' a spanne, aumentando o diminuendo
troppo il livello del proprio fabbisogno energetico". C'è da
sperare che ai consumatori, come è accaduto con l'introduzione
dell'euro, venga dato un po' di tempo per abituarsi alle nuove
unità di misure. "Potrebbe essere utile affiancare le due misure
sulle confezioni differenziandole graficamente", conclude Ghiselli,
"evidenziando il kjoule e lasciando in piccolo il valore in
kcalorie. Almeno per un periodo. Poi ci abitueremo tutti, anche
perché, dal punto di vista scientifico, è certamente più corretta
un'unità che misura il lavoro fisico".
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