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Il soggetto diabetico ha un'alterazione del metabolismo dei carboidrati e una tendenza all'iperglicemia a digiuno.
Il diabete si classifica in:
1) Diabete mellito di tipo 1 insulino dipendente (carenza pressochè assoluta di secrezione insulinica con grave rischio di chetoacidosi)
2) Diabete mellito di tipo 2 non insulino dipendente (concomitante alterata secrezione insulinica e resistenza alla sua azione)

Il diabete di tipo 1
insorge precocemente, specie in giovane età, è caratterizzato da un movimento di anticorpi (ICA, GAD, IAA) contro le cellule pancreatiche. Le cellule pancreatiche producono quindi bassi quantitativi di insulina o non ne producono affatto, per cui il soggetto diabetico tende alla chetosi, perchè non riuscendo ad utilizzare i glucidi, bruciano i corpi chetonici (derivati dal catabolismo dei grassi) per produrre energia.
Il soggetto affetto da diabete di tipo 1 necessita di terapia insulinica a vita.

Il diabete di tipo 2
insorge generalmente nell'adulto, a causa della vita sedentaria, dell'obesità e del sovrappeso, dello stress e del consumo eccessivo di zuccheri a rapido assorbimento.
Il soggetto con diabete di tipo 2 che segue una terapia antidiabetica orale, se segue un programma preventivo per evitare un incremento delle dosi terapeutiche di insulina per insulinoresistenza (riducendo il peso corporeo, integrando esercizio fisico, cambiando stile di vita e di alimentazione) allontanerà o eviterà di diventare nel tempo insulino-dipendente.

Oltre al diabete mellito di tipo1 e di tipo2, esiste una forma di condizione di rischio: la ridotta tolleranza glucidica a digiuno, quando i valori basali glicemici sono tra 110-140 mg%, è una condizione in cui va attuata assolutamente la terapia preventiva per allontanare il più possibile o evitare la comparsa del diabete, questa condizione non rappresenta uno stato patologico in sé, ma solo una situazione di alto rischio. Studi prospettici hanno messo in evidenza che ogni anno circa il 5% dei soggetti che hanno ridotta tolleranza al glucosio va incontro a diabete conclamato e che comunque questa condizione si associa ad aumentato rischio di malattie cardiovascolari.
Non si può comunque parlare di prediabete in quanto circa un terzo dei casi non evolve in diabete.

Il diabete è la 6° causa di morte, è la 1° causa di cecità e di amputazione degli arti per arteriopatia cronica ostruttiva. Il soggetto diabetico ha un incidenza di morte per evento cardiovascolare 4 volte superiore.

I fattori di rischio:
familiarità, obesità, inattività fisica, ipertensione , ipercolesterolemia, ipertrigliceridemia, sindrome dell'ovaio policistico.

Prevenzione:
Riduzione del peso corporeo.
Attività fisica (
Il movimento aiuta perchè i muscoli assorbono glucosio a prescindere dall'insulina già dopo 30 minuti di attività).
Terapia per la dislipidemia.
Abolizione del fumo.
Assunzione di metformina.
Una dieta bilanciata.
L'abolizione dei dolci e dello zucchero.
Fare più pasti piccoli e frequenti per non stressare il pancreas già affaticato.

 
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