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Si definisce ipercolesterolemia un aumento dei livelli di colesterolo totale nel sangue. L'ipercolesterolemia è uno dei principali fattori di rischio per lo sviluppo dell'aterosclerosi e quindi di tutte le manifestazioni ad essa correlate (angina pectoris, infarto miocardico , ictus, demenza vascolare, claudicatio).
Inoltre il paziente affetto da ipercolesterolemia, dovrebbe dosare anche altri valori, per esempio glicemia basale (che può dare un'idea approssimativa della predisposizione al diabete mellito), fibrinogenemia e omocisteinemia basale (che forniscono informazioni circa il rischio di trombosi), nonché alcuni parametri basali di "salute" epatica ( transaminasi ) e muscolare (creatinfosfochinasi ) nell'ipotesi di dover iniziare un trattamento farmacologico specifico che potrebbe intaccare questi organi.
La diagnosi di ipercolesterolemia deve essere posta dopo almeno due misurazioni e dopo specifiche misure igienico-dietetiche o sospensione di farmaci interferenti con il parametro da analizzare.
Alcune malattie genetiche del metabolismo del colesterolo sono particolarmente aggressive. Per esempio, l'ipercolesterolemia familiare omozigote (in cui il fegato iperproduce colesterolo, ma non è in grado di smaltirlo), se non adeguatamente trattata comporta una mortalità pressoché totale già nell'infanzia per patologie correlate all'aterosclerosi.
Al di là di queste forme relativamente rare, ma gravissime, l'ipercolesterolemia è un fattore di rischio reversibile, ovvero trattabile con modificazione delle abitudini alimentari, incremento dell'attività fisica, assunzione di integratori dietetici fino al trattamento farmacologico.

Le cause dell'ipercolesterolemia si possono distinguere in:
1) Dietetiche: correlate all'assunzione ripetuta di cibi particolarmente ricchi in colesterolo (formaggi grassi, salumi e insaccati, lardo, fegato, crostacei) e/o all'abuso di determinati tipi di condimento (burro, strutto).
2) Condizioni parafisiologiche: gravidanza, menopausa.
3) Patologie concomitanti: ipotiroidismo, insufficienza renale cronica, alcune patologie epatiche ed ematologiche.
4) Assunzione di farmaci: rara causa di aumento non significativo della colesterolemia . Gli acidi grassi polinsaturi della serie omega 3, abbondantemente prescritti anche ai pazienti ipercolesterolemici, in realtà tenderebbero ad aumentare la colesterolemia; se poi, al posto degli acidi grassi purificati, si assumono estratti di olio di fegato di merluzzo il rischio di incrementare la colesterolemia aumenta ulteriormente.
5) Primitive: ereditate come malattie o sviluppate per predisposizione genetica, frequenti, potrebbero interessare addirittura 1 persona su 25 nella popolazione generale.
6) Da ricordare una particolare ipercolesterolemia genetica definita iperlipoproteinemia familiare combinata, presente in circa il 40 per cento degli affetti da infarto miocardio precoce. I pazienti affetti da questa patologia hanno spesso valori di colesterolemia e/o trigliceridemia molto variabili che fanno sì che l'ipercolesterolemia venga spesso attribuita a cause alimentari e quindi non trattata farmacologicamente.

 
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