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Fino a qualche anno fa la chiamavano sindrome X, come per sottolineare l'incognita della misteriosa associazione tra i sintomi che la caratterizzano: ipertensione , obesità, dislipidemia e diabete.
Oggi è quasi ovunque riconosciuta come sindrome metabolica o plurimetabolica, qualcosa di più di una semplice malattia, in quanto racchiude un'insidiosa combinazione di patologie che insieme comportano un elevato rischio di eventi cardiovascolari.
La sindrome metabolica viene diagnosticata quando una persona presenta tre o più dei seguenti sintomi:
1) Obesità centrale, caratterizzata da una circonferenza vita superiore a 102 cm nei maschi e 88 cm nelle femmine,
2) Alto livello dei trigliceridi nel sangue,
3) Basso livello di colesterolo HDL (40 mg/dl nei maschi e 50 mg/dl nelle femmine),
4) Ipertensione arteriosa,
5) Alti livelli di glicemia a digiuno.
Ruolo fondamentale anno i fattori ambientali, come la sedentarietà e l' alimentazione scorretta, che vanno ad unirsi a quelli genetici alla base della sindrome.
L'obesità è stata indicata come il principale fattore di rischio per questa patologia.
Le varie patologie che rientrano nel quadro della sindrome metabolica, e le stesse conseguenze che questa sindrome comporta, rappresentano una spesa notevole per il sistema sanitario nazionale di molti paesi del mondo. E alla spesa pubblica devono sempre essere aggiunti i costi sociali di queste malattie. Molti dei farmaci oggi in uso per ridurre i disturbi correlati all'eccessivo grasso corporeo agiscono solo sui sintomi della malattia, non sulle cause.

 
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