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In un soggetto normale, i grassi (o lipidi) presenti nel fegato ammontano a circa il 20% del suo peso. Solo il 5% di questa quantità è rappresentata da grassi liberi, mentre il resto è formato da lipidi di membrana. Si parla di steatosi epatica quando la quota di grassi liberi, in particolare trigliceridi, è superiore al 5% del peso secco del fegato. La steatosi non è una malattia, ma una lesione istologica elementare che può verificarsi in diverse condizioni morbose.

Tra le cause di steatosi troviamo:
1) L'abuso di alcol è il fattore più comunemente associato alla steatosi epatica. In genere la steatosi regredisce entro 4 settimane dalla sospensione dell'assunzione di alcol.
2) L' obesità: la steatosi è presente nel 90% dei soggetti in cui il peso corporeo eccede circa del 70% il peso ideale. Le alterazioni epatiche sono benigne e non progressive e un calo del peso corporeo ottenuto per mezzo di una dieta ipocalorica è accompagnato da miglioramento delle modificazioni steatosiche e da ritorno alla normalità dei test di funzionalità epatica;
3) By-pass digiuno-ileale (da non confondere con Bypass bilio intestinale) per obesità patologica: determina steatosi molto rapidamente, ma in genere è reversibile con il ripristino della continuità con il segmento intestinale precedentemente escluso. Si ritiene che la malnutrizione proteico-calorica conseguente all'intervento o la proliferazione batterica nel segmento intestinale escluso possano svolgere un ruolo patogenetico;
4) Nutrizione parenterale totale: nei soggetti che non possono essere alimentati per via normale, la nutrizione esclusivamente per via venosa può determinare una steatosi epatica se protratta a lungo;
5) Malnutrizione proteico-calorica tipica dei bambini nei paesi sottosviluppati 6) Malattie gastro-intestinali come la malattia celiaca o altre importanti sindromi da malassorbimento.
7) Diabete mellito tipo II determina steatosi epatica in una percentuale compresa tra il 60 e il 70% dei pazienti a seconda delle differenti casistiche,
8) Dislipidemie, soprattutto ipertrigliceridemie;
9) Intolleranza al fruttosio;
10) Farmacologiche: glucocorticoidi; amiodarone; perexilina maleato; estrogeni sintetici; metotrexate; Tamoxifene.
11) Ipotiroidismo (in circa il 6% dei pazienti);
12) Sindromi da immunodeficienza acquisita
13) Degenerazione grassa acuta del fegato in gravidanza;

I grassi possono accumularsi nel fegato in assenza di infiammazione. Una reazione infiammatoria potrebbe essere indotta dall'azione di radicali liberi in grado di danneggiare l'epatocita direttamente o attraverso il richiamo di cellule infiammatorie nel fegato.

Diagnosi:
viene fatta con esami del sangue e viene notata una alterazione delle transaminasi inoltre con l'ecografia la steatosi si manifesta con aumentata ecogenicità diffusa, configurando un aspetto caratteristico denominato "fegato brillante". Tuttavia, il grasso può essere distribuito nel fegato anche in modo non uniforme (steatosi focale). Ciò può creare problemi di diagnosi differenziale con una neoplasia. E' difficile dire se tutti i pazienti con sospetta steatosi epatica o NASH debbano essere sottoposti ad una biopsia epatica. Alcuni ritengono che la biopsia sia obbligatoria, sia per confermare la diagnosi, sia per stadiare l'entità della fibrosi. Altri ritengono che debba essere effettuata solo quando la diagnosi non è chiara o non è chiaro lo stadio dell'epatopatia. La biopsia è indicata anche quando la steatosi focale non può essere distinta dal tumore con metodi non invasivi.

Prognosi:
C'è una considerevole incertezza sul rischio e sulla velocità di progressione della steatosi in fibrosi o cirrosi e se viene rimosso il fattore scatenante (alcol, farmaci ed obesità soprattutto) può non evolvere mai in una forma grave.
Qui bisogna anche considerare se non vi siano altri fattori aggiuntivi di danno epatico quali l'epatite.
Il sesso femminile e l'obesità sono fattori di rischio che favoriscono la progressione della malattia.

Terapia:
La rimozione o l'eliminazione dei fattori causali rappresenta l'approccio terapeutico ideale, anche se non sempre possibile.
Nei pazienti obesi la perdita di peso è seguita dal miglioramento dei test epatici e dalla riduzione dell'infiltrazione grassa e dell'infiammazione epatica. E' stato dimostrato che la terapia con acido ursodesossicolico causa una riduzione significativa delle aminotransferasi e del grado di steatosi.

 
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