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IL CARCINOMA MAMMARIO


E' una delle neoplasie più diffuse nel mondo. E' un tumore età-correlato. La sua incidenza cresce, infatti, con l'aumentare dell'età, raggiungendo un picco intorno al 50° anno ed è la prima causa di morte per tumore nella donna.
Una storia familiare di carcinoma mammario (in particolar modo parenti di primo grado), determina un aumento notevole del rischio di ammalarsi di tale neoplasia rispetto alla popolazione generale.
Fattori di rischio certi sono rappresentati da menarca precoce e menopausa tardiva , a causa di una lunga esposizione dell'epitelio ghiandolare mammario all'azione proliferativa degli estrogeni. L' allattamento è associato ad un rischio ridotto. Al momento attuale la frequenza della neoplasia è più elevata nelle popolazioni con una dieta di tipo occidentale. Infatti una dieta ricca in grassi animali e povera di fibre vegetali sarebbe associata ad un rischio elevato di sviluppare la neoplasia.
Un noto fattore di rischio per il cancro della mammella è l' obesità.
Ciò è dovuto al fatto che il tessuto adiposo è la maggior fonte di estrogeni nella donna in postmenopausa.
Gli estrogeni giocano un ruolo fondamentale nello sviluppo e nella progressione del cancro della mammella. Più elevati sono i livelli di estrogeni circolanti e maggiore è la durata di esposizione dell'epitelio ghiandolare mammario a tali ormoni e maggiore è il rischio di sviluppare la neoplasia.
Per quanto riguarda l'utilizzo dei contraccettivi orali , negli ultimi anni il rischio si è ridotto grazie alle nuove formulazioni a basso contenuto di estrogeni. L'incremento del rischio sembra essere maggiore per assunzioni prolungate in età molto giovane. Lo stesso dicasi per la terapia sostitutiva in menopausa , in tal caso il rischio aumenta dopo 8-10 anni di terapia.
Il segno clinico che porta più frequentemente alla diagnosi della neoplasia è un nodulo duro, non dolente, a margini mal definiti. Sono utili per la diagnosi anche la retrazione del capezzolo e la presenza di adenopatie ascellari che però sono associati ad una cattiva prognosi.

L'esame clinico della paziente riveste una importanza fondamentale sia nella diagnosi che nella prevenzione del cancro della mammella.

PREVENZIONE E DIAGNOSI:
1. Ispezione che consente di valutare eventuali asimmetrie della dimensione, della forma o del colorito delle mammelle. Consente, inoltre, di rilevare anomalie del capezzolo e della cute. L'ispezione va completata facendo compiere dei movimenti in avanti delle braccia per valutare l'eventuale presenza di asimmetrie delle due mammelle.
2. Palpazione sia delle mammelle che dei linfonodi ascellari, sovraclaveari e laterocervicali. Essa deve essere sia superficiale che profonda e deve essere effettuata sia a mano piena, compiendo dei movimenti rotatori, che con i polpastrelli delle dita. E' utile pinzare la pelle ed effettuare un leggero tiraggio del capezzolo in modo da evidenziare eventuali retrazioni non visibili all'ispezione. Una lieve pressione del capezzolo consente di evidenziare eventuali secrezioni.
La mammografia è l'esame cardine sia per quanto riguarda la diagnosi che per la prevenzione e lo screening.
L' ecografia trova applicazione soprattutto nelle donne giovani e nella diagnostica delle lesioni benigne della mammella. Permette di distinguere le lesioni solide da quelle cistiche a contenuto liquido, anche se, nell'ambito delle lesioni solide, non riesce a differenziare lesioni benigne e maligne. Il limite dell'ecografia è che spesso i tumori hanno la stessa ecogenicità del parenchima mammario o di lesioni benigne (falsi negativi).
La Tomografia Computerizzata e la Risonanza Magnetica non vengono mai utilizzate nella diagnostica del tumore della mammella sia per l'elevato costo economico sia per evitare l'esposizione della ghiandola mammaria alle radiazioni.
In caso di lesioni sospette è utile effettuare l' esame citologico mediante aspirazione con ago sottile.
Falsi positivi possono essere legati a difetti del prelievo (prelievo piccolo) o ad errori del lettore.
I falsi positivi sono rarissimi e sono legati ad un errore di lettura del citopatologo.
La biopsia chirurgica viene effettuata sempre più raramente. E' utile in caso di lesioni non palpabili, visibili all'ecografia e con esame citologico dubbio.
I marcatori tumorali sono poco utili nella diagnosi, ma sono utili nel follow-up.
La radiografia del torace che consente di evidenziare versamenti pleurici e metastasi polmonari.


 
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